lunedì 19 settembre 2011
Dimentico
Oggi, proprio oggi, è iniziato l'autunno.
Per la prima volta in mesi, questa notte ho dormito con le finestre chiuse. Faceva freddo, troppo freddo per poter dormire senza una coperta.
Mi è mancata l'aria fresca, il vedere lo stretto spiraglio di luce bianca filtrare sotto la tenda.
Fuori il vento batteva le strade, scuoteva le foglie e le campane a vento. Il loro suono mi faceva immaginare il sublime scenario che mi stavo poveramente perdendo.
Stamane mi aspettavo un sole caldo, come gli ultimi mesi ci avevano abituati.
Invece nuvole grigie tappezzavano il mondo, e quella fottuta malinconia di cui settembre è sempre stato un esperto traspirava nell'aria.
Doveva tornare, si sapeva, con l'autunno torna sempre questa sensazione, questa voglia di cambiamento.
Eppure l'estate ci aveva allietati ed abituati ad un umore stabile, sereno e felice. Obnubilato dal cielo azzurro e dal caldo irrequieto, ho dimenticato tutto il resto.
Non è stato particolarmente traumatico ritrovare la malinconia nel taschino della giacca, proprio dove l'avevo lasciata all'inizio della primavera. E' stato come rispolverare un vecchio capo di abbigliamento, impolverato ed impregnato dall'odore di naftalina. Abbandonato in un angolo dell'armadio, in trepidante attesa di essere riesumato, nella speranza di essere ancora all'altezza di essere indossato e sfoggiato per strada.
Basta abituarsi al suo logorio, basta abituarsi nuovamente alla sensazione delle sue cuciture ruvide sulla pelle.
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